L'archivio storico
Nello spirito di conservare, per quanto possibile, la memoria di ciò che è collegato a Spilamberto, l'associazione sta costituendo un archivio storico che è già destinatario di importanti donazioni, attualmente in fase di riordino.
Gli archivi, ben lungi dall'essere stati scandagliati in toto, sono ancora una preziosa miniera di nuove informazioni — documenti mai visti, fondamentali per una rilettura di certe fasi storiche o per un approfondimento delle stesse. Ogni fondo custodisce storie che aspettano di essere raccontate.
Akanthos sta provvedendo a rendere la propria sede fruibile, con l'auspicio che lo studio della storia continui a passare di mano in mano.
Hai documenti, fotografie, lettere o materiali storici legati a Spilamberto? Contattaci: potrebbero trovare la loro casa nell'archivio di Akanthos.
Biblioteca e archivio personale donati dalla figlia Benedetta, presidente di Akanthos. Comprende i volumi e i materiali di studio con cui Benedetti lavorò sino all'ultimo — libri, note, documentazione di ricerca — ora tornati a Spilamberto perché lo studio della storia continui a passare di mano in mano.
Benedetto Benedetti
Archeologo e storico, allievo e collaboratore di Fernando Malavolti, fu Direttore del Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena. Rinnovò completamente l'allestimento ottocentesco del museo e curò mostre fondamentali sulla preistoria modenese, tra cui Civiltà preistoriche e protostoriche del Modenese e La preistoria modenese nella Raccolta Malavolti. Conferenziere e studioso prolifico, tenne cicli di incontri sull'età del Bronzo, sulle terramare e sul territorio modenese dalla preistoria all'epoca romana. Pubblicò saggi di storia locale sugli Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le antiche province modenesi. Spilambertese d'origine, conservò sempre un legame profondo con la sua città.
Donato da Vittorino Giusti, il fondo raccoglie materiale manoscritto, a stampa, spartiti con annotazioni autografe appartenuti a Sgallari, e documentazione sulla sua vita e attività. Una figura da riscoprire e valorizzare.
Giuseppe Sgallari in un'incisione di Pistoja del 1895
Mandolinista, compositore e direttore d'orchestra di fama europea, nato a Spilamberto il 17 dicembre 1868. Dopo i primi studi in patria, si trasferì a La Spezia, poi a Bruxelles — dove elevò il livello del mandolinismo belga — e infine a Londra, dove diresse l'orchestra Li Gondolieri. Nel 1906 tornò in Italia. Autore di oltre 60 opere, fu tra i primi collaboratori della rivista Il Mandolino fin dalla sua fondazione nel 1892. È sepolto a Spilamberto.
L'archivio è aperto a nuove donazioni. Ogni documento è un frammento di memoria da preservare per le generazioni future.