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Presentazione libro
25 Ottobre 2025 · ore 16 · Chiesa di Santa Maria del Carmine, Spilamberto

1643 — Spilamberto e la Guerra di Castro

Il 25 ottobre 2025 la Chiesa di Santa Maria del Carmine ha ospitato il primo grande evento pubblico di Akanthos APS, articolato in tre momenti distinti.

Benedetta Benedetti, presidente dell'associazione, ha aperto il pomeriggio presentando il progetto di Akanthos: la sua nascita, i suoi obiettivi, la vocazione alla ricerca e alla divulgazione storica sul territorio spilambertese.

Ha preso poi la parola Don Davide Sighinolfi, autore del volume 1643 — Spilamberto nella Guerra di Castro. Il libro ricostruisce un episodio drammatico e poco noto della storia spilambertese: nel 1643, nel pieno della Guerra di Castro che contrapponeva lo Stato Pontificio ai principi italiani collegati — tra cui Francesco I d'Este di Modena — Spilamberto fu occupata, saccheggiata e percorsa da eserciti stranieri.

I dati del Registro dei Morti di Sant'Adriano raccontano senza equivoci la portata della catastrofe: dai 21 decessi del 1642 si balza a 184 nel solo 1643. Soldati toscani, napoletani, pontifici e modenesi si succedettero nel paese; il castello venne bruciato e razziato dall'armata dei Barberini, guidata dal cardinale Antonio Barberini con circa 12.000 uomini. A difendere i territori estensi fu chiamato il generale Raimondo Montecuccoli, destinato a diventare uno dei più grandi condottieri del suo tempo.

Il pomeriggio si è concluso con un momento di particolare significato: l'inaugurazione dell'Altare del Cestellino, dedicato a San Gaetano da Thiene, dopo il restauro. L'intervento storico è stato a cura del vicepresidente di Akanthos Alberto Stefani.

L'altare è un'opera di straordinaria ricchezza. La tela raffigurante San Gaetano da Thiene è del pittore Luigi Manzini; gli splendidi stucchi che incorniciano e animano l'insieme — oggetto del restauro — sono invece opera del plasticatore modenese Antonio Traeri detto il Cestellino (1669–1732), tra i maggiori artefici in stucco del Ducato Estense nella sua epoca. A Modena il Cestellino fu attivo nella Chiesa di San Bartolomeo, in quella di San Carlo e nel Palazzo Ducale. L'altare spilambertese, ora restituito al suo splendore originario, è una testimonianza preziosa di questa stagione artistica e del legame profondo tra il territorio e la grande cultura barocca modenese.