Una raccolta di storie spilambertesi: il sesto volume delle Caramelle
Il 26 maggio 2026, all'Oratorio San Filippo Neri di Spilamberto, Nasco a Spilamberto ha presentato il sesto volume di Caramelle dall'Archivio, che raccoglie le "Caramelle" pubblicate dall'aprile 2024 all'aprile 2026 per tenere viva la memoria storica della comunità spilambertese dopo lo spostamento dell'archivio fuori comune.
Il volume — come i precedenti — nasce dalla volontà di restituire alla cittadinanza frammenti di storia spilambertese: storie di persone, luoghi, mestieri e vicende che altrimenti rischierebbero di essere dimenticate.
La copertina è stata realizzata dall'artista Elisabetta Torricelli.
La serata è stata condotta da Criseide Sassatelli e Cesare Cevolani, che hanno guidato il pubblico attraverso le rubriche del volume con la consueta passione per la ricerca storica locale.
Le rubriche del sesto volume
Il sesto volume raccoglie contributi distribuiti nelle consuete rubriche tematiche, che spaziano dalla storia del territorio all'ambiente naturale, dai personaggi spilambertesi da ricordare ai racconti di vita quotidiana.
Fotografie dalla presentazione
Spilamberto nei documenti d'archivio
Nel corso della presentazione, Cesare Cevolani e Criseide Sassatelli hanno illustrato alcune delle storie e dei documenti contenuti nel volume, accompagnando il pubblico attraverso secoli di vita spilambertese: dai canali alle osterie, dalla Rocca al Torrione, dai personaggi da ricordare alle vicende più curiose custodite nelle carte dell'Archivio e nelle memorie raccolte.
dodici anni di storia che continuano
Al termine della serata, Nasco a Spilamberto ha annunciato che con la pubblicazione di questo sesto volume si conclude l'attività dell'associazione in quanto tale. Dopo dodici anni di lavoro dedicato alla valorizzazione dell'Archivio Storico Comunale e alla memoria della comunità spilambertese, i soci di Nasco entrano a far parte di Akanthos APS, che raccoglie e prosegue l'attività portata avanti in questi anni.
Un passaggio di testimone che non è una conclusione, ma una continuazione: la stessa passione per la storia locale, la stessa cura per i documenti e le memorie del territorio, all'interno di una realtà associativa più ampia e strutturata.