Dalle origini dell'Asilo Infantile all'eredità del Circolo Paradosso
Il 19 gennaio 2026, al Circolo Cittadino di Spilamberto, Criseide Sassatelli — Consigliera di Akanthos APS e nota ricercatrice storica spilambertese — ha condotto il secondo appuntamento del ciclo Indagini sul nostro passato, promosso da Akanthos APS. Al centro della ricerca: la storia dell'Asilo Infantile comunale di Spilamberto, dalla sua fondazione nel 1868 fino ai suoi ultimi anni di vita, e il legame di quel luogo con il successivo Circolo Paradosso.
Tutto ebbe inizio con una lettera del Prefetto al Sindaco, nel dicembre 1866: l'invito a sostenere l'istituzione di un Asilo Rurale, in linea con il grande movimento nazionale promosso dall'Associazione Nazionale degli Asili Rurali per l'Infanzia, fondata a Firenze nel 1866 dal letterato Ottavio Gigli con il sostegno di personalità come Bettino Ricasoli e Niccolò Tommaseo.
«… volere efficacemente favorire l'attuazione del progetto, da cui i figli del popolo possono ripromettersi i migliori beni della vita, la istruzione e la educazione…»
Prefetto al Sindaco di Spilamberto, dicembre 1866Il 2 dicembre 1868 l'Asilo Infantile prendeva vita. Riconosciuto Ente Morale con Regio Decreto il 20 maggio 1877, fu per decenni un punto di riferimento per le famiglie spilambertesi.
Benefattori, maestre e bambini
Criseide Sassatelli ha ricostruito con dovizia di fonti archivistiche i meccanismi economici dell'istituzione: i contributi comunali, il Sussidio Garibaldi rinnovato ogni cinque anni, i lasciti testamentari di famiglie spilambertesi e modenesi — tra cui la famiglia Diena, il dottor Bartolomeo Tacchini scomparso in Brasile, e la vedova Tori. Perfino il Teatro comunale veniva messo a disposizione per spettacoli di beneficenza: già nel 1874 una Società Filodrammatica si era costituita con l'esplicito scopo di raccogliere fondi per l'Asilo.
Nel 1902 l'asilo accoglieva circa 50 maschi e 50 femmine tra i 4 e i 6 anni, tutti domiciliati nel comune. In periodi di difficoltà — e soprattutto durante la Prima Guerra Mondiale — si cercava di garantire almeno una minestra calda al giorno. La maestra direttrice Luigia Vischi e, negli anni Venti, Artemisia Obici guidarono l'istituzione con dedizione riconosciuta anche dai commissari regi.
«Ottimi sono i risultati avuti dall'asilo per la rigida e retta Amministrazione del suo infaticabile presidente […] Assai limitato è il patrimonio di questo Istituto la cui esistenza è dovuta all'opera volenterosa di parecchi cittadini…»
Relazione del Reale Commissario, 1 novembre 1909Dal vecchio Asilo al Circolo Paradosso
L'ultimo documento che attesta la vita del vecchio Asilo comunale risale all'8 settembre 1943. L'edificio in via San Carlo, probabilmente completato attorno al 1889, ospitò poi altre realtà. Il 3 luglio 1943 era stata inaugurata nelle vicinanze l'Opera Maria Quartieri; nel dopoguerra e negli anni Sessanta, quella zona di Spilamberto continuò a essere fulcro di vita comunitaria.
Nel 1968 — a cent'anni esatti dalla fondazione dell'Asilo — nasceva il Circolo Paradosso, il cui nome non è casuale: richiama il soprannome di Giulio Troili (1613–1685), architetto, artista e studioso spilambertese, noto per la pubblicazione Paradossi per pratticare la prospettiva senza saperla. Un nome che intreccia memoria locale e spirito critico, e che il circolo porta ancora oggi.
Criseide Sassatelli durante la conferenza al Circolo Cittadino · 19 gennaio 2026