Il 15 novembre 2025, nella Ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Spilamberto Elisabetta Torricelli ha presentato il frutto di un'indagine storica nata da una domanda semplice quanto affascinante: la statua della Madonna della Neve, conservata nella sacrestia della Chiesa di Sant'Adriano dal 2007, è davvero la stessa immagine sacra un tempo venerata nel convento degli Agostiniani come Madonna della Cintura?
L'ipotesi che circola da molti anni ha stimolato Elisabetta Torricelli nel gennaio 2023, durante una serata dedicata alle Madonne venerate a Spilamberto: la bella statua con il Bambino in grembo, collocata nella nicchia della sacrestia di Sant'Adriano, fu accostata all'immagine esposta nel 1583 nella chiesa dell'Annunziata dei Padri Agostiniani del convento spilambertese sotto il nome di Madonna della Cintura. Un'identificazione suggestiva, radicata nella tradizione popolare, ma priva di prove documentali dirette.
«Però, di quest'ultima Madonna non possediamo alcuna descrizione né rappresentazione che possa identificarla con quella presentata in tale occasione. Fu proprio per le esigue conoscenze in materia che venne sollecitato agli uditori un approfondimento al fine di attribuire una connotazione a questa sacra immagine e farne emergere l'attendibilità.»
Spinta dall'entusiasmo e con l'approvazione di Don Davide Sighinolfi, parroco di Spilamberto, Torricelli si è immersa in archivi e biblioteche della zona, vagliando scrupolosamente ogni indizio tra faldoni polverosi e documenti olografi.
La ricerca si è concentrata sull'alternanza di accadimenti temporali e circostanziali legati alla Madonna della Neve, con particolare attenzione agli edifici sacri che l'hanno accolta nel corso dei secoli. Cruciale, in questo percorso, la storia della chiesa e del convento della SS. Annunziata, fondati nel 1457 dai fratelli Ugo e Venceslao Rangoni fuori dalle mura di Spilamberto, sulla via Modenese. I Rangoni vollero in tal modo introdurre l'istruzione cristiana nel Castello di Spilamberto; nel 1470, in cambio del diritto di sepoltura nella chiesa dell'Annunziata per la propria famiglia, il complesso fu donato ai Padri Agostiniani della Congregazione di Lombardia.
La ricerca di Torricelli si propone come studio propedeutico a un approfondimento definitivo: un primo passo nella direzione di restituire alla statua — e alla comunità spilambertese — una storia più precisa e documentata. L'iniziativa si è svolta in collaborazione con il Comune di Spilamberto.